Salvini al Viminiale – ipse dixit #1: la pacchia dei clandestini, le accuse alla Tunisia e i complimenti a Minniti

E’ il nuovo ministro dell’Interno dal primo giugno (nonché vicepremier assieme a Di Maio, d’un tratto eclissatosi).
Ed in soli tre giorni, Salvini ha già detto una quantità di cose.

Inauguriamo questo lunedì (nella speranza di proseguire su base settimanale) una nuova rubrica: l’ipse dixit di Matteo Salvini
(al fine di misurare la coerenza e l’equilibrio del vicepremier).

Nota metodologica: Siamo certi ci dimenticheremo alcune delle affermazioni del leader della Lega (perché non si può dire che non sia un personaggio poco avvezzo alle dichiarazioni pubbliche), ma speriamo comunque di essere il più completi possibile.

Due giugno – Salvini torna sulla questione dei migranti (i toni – al netto del parlare di “pacchia” nel caso di gente comunque disperata – sono tutto sommato conciliatori, da wannabe uomo di stato): “Per i clandestini è finita la pacchia, devono fare le valigie, con calma, ma se ne devono andare”. ““Se uno scappa dalla guerra è il benvenuto, altrimenti tutti gli altri non devono partire, e se partono non possono rimanere in Italia”. Quindi, aggiunge, circa le forze dell’ordine: “Guai a chi metterà ancora le mani addosso agli uomini delle forze dell’ordine, con me basta impunità”.

Quindi, circa le parole del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana (che ha affermato in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ una cosa a mio avviso positiva – “Voglio lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema” – affiancata da una posizione quantomeno retrograda – “Voglio intervenire per potenziare i consultori così di cercare di dissuadere le donne dall’abortire. Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà”): “Non ho nessuna intenzione di rivedere leggi del passato come l’aborto e le unioni civili: da papà sono convinto che i figli devono avere un papà e una mamma ma la questione delle famiglie non è all’ordine del giorno di questo governo, ci hanno votato per avere meno immigrati e più sicurezza. Detto questo ognuno ha le sue idee e non deve essere lapidato per questo”.

Tre giugno – Salvini parla ancora di migranti, nel giorno dell’ennesima strage in mare (con 9 morti nell’Egeo e 47 nelle acque della Tunisia). E proprio sulla Tunisia afferma: “La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti”. “Parlerò con il mio omologo tunisino, non mi sembra che in Tunisia ci siano guerre, pestilenze o carestie”.

Salvini ha quindi aggiunto: “Non c’è casa e lavoro per gli italiani, figuriamoci per mezzo continente africano” (sarebbe il caso di pensare alla casa e al lavoro per gli italiani, per l’appunto). Prima di fare dei primi complimenti a Minniti: “Qualche fessacchiotto pensa che io voglia che qualcuno muoia in mare. Non ha capito nulla. Gli immigrati non devono partire. Lavorerò con i governi dei Paesi africani per limitare le partenze: ho intenzione di andare in Tunisia. Non smantellerò tutto quello che ha fatto Minniti ma 7 mila espulsioni mi sembrano pochine. A quel ritmo il problema lo risolviamo in 80 anni. Ripeto, bisogna tenere questi disperati nei Paesi d’origine”.

Quattro giugno – Mentre la Tunisia rimbrotta Salvini (con il ministero degli Esteri di Tunisi che sottolinea come le parole del vicepremier “non riflettono la cooperazione tra i due paesi nel campo della gestione dell’immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno”), Slavini replica in radio i complimenti a Minniti: “Ha fatto un discreto lavoro quindi non smonteremo nulla di ciò che di positivo è stato realizzato, lavorerò per rendere ancora più efficaci le politiche di controllo, di allontanamento, di espulsione”. “Se qualcuno ha fatto qualcosa di utile e intelligente per il mio Paese anche se indossava una diversa maglietta sarebbe sciocco non riconoscerlo”. (Sarebbe stato onesto riconoscerlo anche in una fase precedente).

Quindi, nuovamente sulle parole di Lorenzo Fontana: “Nessuno ha idea di cancellare leggi sull’aborto o sulle unioni civili. Gli italiani, eterosessuali e omosessuali, mi chiedono meno tasse, giustizia più veloce e più sicurezza non mi chiedono altro”. “Non c’è solo l’immigrazione, c’è il tema dell’organico dei vigili del fuoco: si avvicina l’estate e speriamo non sia un’estate di incendi come quella dello scorso anno. C’è il tema del contrasto alla droga, dei beni confiscati alla mafia, alla ‘ndrangheta, alla camorra. C’è tanto da fare”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *