Da “Prima il nord” a “Prima gli Italiani”, l’evoluzione di Matteo Salvini

Il primo post di questo blog sarà dedicato a Matteo Salvini, leader della Lega Nord.

Devo ammettere che, in gioventù, durante quei programmi demenziali con tribune eletorali, sarà per il fatto che non fosse un vecchio come tutti gli altri (o sarà per la scelta di indossare sempre una buffa cravatta verde), nutrivo – quasi (e sottolineo quasi) – una simpatia per lui.

A distanza di anni, non posso che notare come sia in realtà uno di quei personaggi che fa il male dell’Italia, avvelenandone il clima politico e sociale, alimentando le guerre tra poveri e dando priorità assoluta alla problematica dell’immigrazione (quando i problemi del nostro Bel Paese sono ben altri, e li vedremo man mano).

Adesso Salvini parla di Italiani, facendo suo il motto (che la destra ha sempre fatto suo, con sicuramente maggiore coerenza del segretario della Lega): “Prima gli Italiani”.

Ma abbiamo dimenticato quando Salvini parlava davanti alla speculare scritta “Prima il nord” (o quando insultava variamente il sud, in questo articolo una buona summa)?

Perché la questione è una: un tempo sono stati gli italiani migranti (così descritti dall’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Usa – anche se la fonte è dubbia: “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane”), quindi i terroni, adesso gli immgirati.

Un giorno potresti essere tu.

(Senza dover necessariamente citare il noto sermone di Martin Niemöller).

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